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Benvenuti nel mio blog!
Siete invitati a lasciare dei commenti all'uscita di ogni nuovo capitolo della mia storia, poichè, dato che si tratta della mia prima esperienza di "pubblicazione", mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori, cosa piace e cosa invece deve essere cambiato.
Ringrazio comunque tutti per la visita e spero torniate presto.

Peitho

domenica 3 agosto 2008

Capitolo 1

Era una giornata insolita: nonostante fosse quasi mezzogiorno, il cielo sopra Port Paradise era più nero della pece. Pesanti gocce di pioggia si abbattevano inesorabili sulle case e sulle strade, completamente deserte già da qualche ora. Anche il vento voleva la sua parte, soffiando e fischiando, così che non potesse sentire null’altro che sé stesso. Gli unici rumori, appena udibili e spesso spazzati via dal vento, erano il cigolio di un’insegna sulla porta della bottega di un artigiano e lo sbattere di qualche finestra scardinata. Nient’altro.
Soltanto una persona aveva la forza –e il coraggio- di aggirarsi per i vicoli della città con un tempo simile. Era una giovane donna, anzi, per la precisione una ragazza di nemmeno vent’anni; si muoveva sicura e furtiva, non che ce ne fosse bisogno visto che era praticamente l’unica persona per strada. *La prudenza non è mai troppa, mia cara* le ripeteva spesso suo padre. Si reggeva con le mani un cappuccio scuro per ripararsi il volto dal vento e dalla pioggia, quel poco che bastava per vedere dove stava andando. Ma ormai conosceva la città a menadito, così come le persone *Sempre gli stessi volti, le stesse abitudini, le stesse parole... è sempre tutto così monotono. Vorrei andarmene da qui; vedere posti nuovi, accaparrare nuove ricchezze, riappropriarmi della Tribeca e rivedere la mia sorellina, la mia... sorellina...* Una lacrima solitaria le scese rapida su una guancia e si confuse con la pioggia, ma bastò a ridestarla dai propri pensieri. "Eccomi" mormorò.
Era all’incrocio tra un vicolo e una delle strade principali, proprio di fronte all’ingresso della bottega del fabbro. L’insegna cigolava e si muoveva implacabile, ma la giovane non vi badava; aveva appena estratto da sotto il mantello i suoi attrezzi e con un’espressione decisa si avvicinò alla serratura. Proprio in quell’istante un lampo illuminò i vetri scuri della bottega e lei trattenne il fiato per lo spavento *Non è questo il momento di farsi prendere dal panico!* si disse convinta e cominciò ad armeggiare con la serratura, finché... TLACK! con uno scatto sordo la serratura saltò e lei si fiondò dentro. Sapeva già cosa cercare, e sapeva dove trovarla. Fece qualche passo diretta nel retrobottega, con i tacchi degli stivali che facevano rumore ad ogni passo sulle travi di legno del pavimento. Accese una torcia e si avviò nell’altra stanza dove sapeva che lì, sotto il telone, dentro la cassapanca, il fabbro teneva i suoi gioielli. La aprì con un calcio e ghignando disse "Ora la pagherai, vecchio grassone". Prese due delle opere d’arte che ritenne migliori per i suoi scopi con molta cautela e senza fretta si girò, spense la torcia, e prima di uscire dalla bottega un temperino appeso con un chiodo al muro catturò la sua attenzione. Prese anche quello senza esitazione e lo nascose sotto il mantello *Potrebbe tornare utile* pensò. Si risistemò il cappuccio, uscì chiudendosi la porta alle spalle e con pochi gesti fece scendere il chiavistello; con un sorriso pensò *Sei sempre il numero uno, papà*. E fuggì.

sabato 2 agosto 2008

Introduzione

Sono una ragazza a cui piace molto scrivere, inventare storie...
La mia specialità sono i racconti fantasy, ma anche le avventure di pirati non mi dispiacciono^^
Ed è proprio un'avventura di pirati quella che voglio scrivere -a puntate- su questo blog. Fatemi sapere cosa ne pensate.

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