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Benvenuti nel mio blog!
Siete invitati a lasciare dei commenti all'uscita di ogni nuovo capitolo della mia storia, poichè, dato che si tratta della mia prima esperienza di "pubblicazione", mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori, cosa piace e cosa invece deve essere cambiato.
Ringrazio comunque tutti per la visita e spero torniate presto.

Peitho

lunedì 1 dicembre 2008

Capitolo 3

Quando vi giunse notò le nuvole all’orizzonte e poi osservò il cielo sereno sopra la città che si stava colorando d’oro. “Come avevo previsto” mormorò compiaciuta. Poi osservò il porto, per terra c’erano ancora pozze d’acqua e di fango per il temporale di quella mattina, ma il mare era calmo, *Perfetto* pensò.

Fece un respiro profondo, inalando l’odore della salsedine e, senza farlo apposta, il suo sguardo si soffermò sul fermò su di un piccolo peschereccio, che, come altri, aveva ormeggiato da poco. Negli ultimi tempi era diventato pericoloso avventurarsi per mare dopo il calare del sole, poiché molte persone erano partite e misteriosamente non erano più ricomparse. A quanto pareva, solo le imbarcazioni più grandi erano sicure.

Su quella imbarcazione non c’erano più di sette uomini, di età diverse, impegnati a ritirare le reti; uno di loro, quello che pareva il più giovane, era voltato di spalle agli altri e stava assicurando le cime quando uno del gruppo lo guardò, chiamò in silenzio un amico e disse ad alta voce: “Attento ragazzo..” e l’amico finì la frase “..potresti cadere!” ed insieme lo buttarono in acqua con uno spintone, ridendo come matti.

La ragazza aveva osservato tutta la scena appoggiata con le spalle ad un magazzino fatiscente e una sola parola le veniva in mente e se la ripeteva di continuo *Riemergi. Riemergi*. Un terzo uomo sulla barca domandò “Ma perché ci mette tanto?”. Uno dei due che lo aveva spinto nel frattempo era saltato sul molo e rispose noncurante “Forse è finito in mezzo a una delle reti”. Di nuovo i pescatori scoppiarono a ridere e ripresero il loro lavoro. La giovane scattò. Si mise a correre lungo il ponte e con un tuffo si gettò in acqua. Proprio sotto la grossa barca il giovane si dimenava con tutte le sue forze per liberarsi dalla rete che gli imprigionava le gambe e un braccio. Lei tirò fuori il pugnale e tagliò velocemente gli spessi nodi, liberandolo. Poi lo aiutò a riemergere e ad issarsi sul molo.

Il ragazzo cominciò a tossire e a sputare acqua, ma per il resto sembrava stesse bene. Lei si guardò intorno e notò che si era formata una piccola folla di curiosi attorno a loro, compresi i compagni del ragazzo. Uno gettò una coperta a ciascuno dei due e ridendo disse “Ma guardate! Il piccolo Eddy è stato salvato da una donna!” Lei aiutò il giovane ad alzarsi e nell’orecchio gli disse “Lasciali perdere”. Quello non rispose, la guardò semplicemente negli occhi e le disse “Ho freddo..”. Lei gli prese un braccio e se lo mise attorno alle spalle “Ok, ci penso io” lo rassicurò portandolo via attraverso la folla e lasciandosi alle spalle le risa sguaiate dei pescatori.